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Aragona (Provincia di Agrigento)

Palazzo baronale A nord di Agrigento si trova il paese di Aragona. Immerso in un contesto naturalistico selvaggio, in zona di zolfare, in passato rappresentava un importante centro di miniere di zolfo e salgemma. Aragona fu fondata intorno al ‘600, ed è costituita da due vie principali che si intersecano ad angolo retto. Interessanti da visitare Piazza Umberto I - Aragonasono il Palazzo Baronale, del settecento, attuale sede del Municipio che affaccia nella centrale piazza Umberto I. Da visitare la Chiesa del Carmine, sempre del settecento; la Chiesa del Rosario, con un magnifico soffitto ligneo; la Chiesa Madre (o Chiesa dei Santi Tre Re) che conserva al suo interno delle opere pregevoli come un bel presepio in carta pesta del seicento, delle decorazioni di stucchi del Serpotta, delle tele del Bagnasco ed una Madonna, opera del Gagini.

Dintorni

Vulcanetti di MacalubeVulcanetti di MacalubeVulcanetti di Macalube

Vicino ad Aragona, si possono ammirare dei suggestivi fenomeni geologici noti come i Vulcanetti di Macalube, caratterizzati da piccoli coni vulcanici, alti pochi centimetri, che emettono bolle di gas metano e fango, e che si estendono su una piana che offre un paesaggio davvero insolito e suggestivo.

Bivona (Provincia di Agrigento)

Pesche di Bivona Proseguendo per qualche km a ovest di Santo Stefano di Quisquina si giunge al paese di Bivona. Originariamente era un casale ed in seguito si sviluppò sotto il dominio della famiglia Luna. In paese è possibile visitare la Chiesa Madre Vecchia, elegantemente decorata e caratterizzata da un bel portale in stile gotico-chiaramontiano e da un prezioso rosone; la Chiesa Madre Nuova, realizzata dai gesuiti nel settecento; la Chiesa di Santa Rosalia, edificata anch’essa nel settecento; la Chiesa del Carmelo, costruita nel cinquecento; i resti del Castello, edificato nel trecento e il Palazzo Marchese Greco, in stile barocco. Bivona è anche conosciuta per la produzione della celebre Pesca Bivona, una qualità di pesca molto apprezzata per il sapore gustoso.

Dintorni

Monte Rose

Monte RoseDa Bivona è possibile effettuare un’escursione sul Monte Rose, fino a 1500 metri d’altezza, per apprezzare al meglio il patrimonio naturalistico offerto dal luogo, oltre che le magnifiche vedute paesaggistiche.

Santuario della Madonna della Rocca

Da Bivona, proseguendo sulla strada statale in direzione sud, dopo pochi chilometri, si giunge al paese di Alessandria della Rocca, dove, ad un chilometro dal centro abitato, in cima ad una rocca, si trova il Santuario della Madonna della Rocca.

Caltabellotta (Provincia di Agrigento)

Eremo di San PellegrinoCaltabellotta si trova nell’entroterra di Sciacca e sorge su un’alta rupe, a quasi mille metri di altitudine, in una zona panoramica alle falde del monte Castello. Dalla rupe, sulla quale sorge un Castello Normanno, si gode di uno straordinario panorama da cui si può ammirare una magnifica veduta che comprende le zone dell’interno e l’area collinosa di Sciacca, fino ad arrivare alla costa. Fu abitata per millenni, fin dai tempi preistorici, come testimoniano le numerose necropoli ed ipogei presenti nei dintorni. Anticamente fu una fortezza e, in epoca araba, venne chiamata Kal’at-al-Balut, vale a dire Rocca delle Querce. Il paese è storicamente noto per la pace che vi si concluse, nel 1302, tra Federico II d’Aragona e Carlo I di Valois, al termine della lunga guerra del Vespro. In cima alla rupe si possono visitare le rovine del Castello Normanno e la Chiesa del San Salvatore.

Eremo di San Pellegrino In paese si possono visitare molte chiese: la Chiesa Madre, fondata dai normanni, che presenta un portale in stile gotico, varie opere della scuola del Gagini e molti altri stucchi ed affreschi; la Chiesa di Sant’Agostino, che conserva una Deposizione del cinquecento, opera in terracotta del Ferraro; la Chiesa del Carmine, con una statua del Gagini raffigurante la Madonna delle Grazie; la suggestiva Chiesa di Santa Maria della Pietà, realizzata scavando nella roccia in prossimità di una grotta. Inoltre sono numerose le necropoli e gli ipogei ricavati sulle pareti rocciose. Nelle vicinanze del paese si può visitare l’Eremo di San Pellegrino, che domina la cittadina, ed è costituito da un monastero ed una cappella caratterizzati da pregevoli decorazioni.

Cammarata (Provincia di Agrigento)

Castello di Cammarata.jpg

Da Agrigento a nord, a pochi km da Casteltermini, quasi al confine con la provincia di Palermo, si trova il paese di Cammarata. Il paese si abbarbica su una rupe e conserva i resti di un vecchio castello. Cammarata presenta una forma urbanistica particolare, caratterizzata da vicoli e scalinate intersecanti tra di loro, da cui si possono ammirare delle vedute davvero suggestive sulle valli circostanti. Dal monte Cammarata, inoltre, si può godere di una meravigliosa vista panoramica. Il nome del paese deriva da Lucia de Cammarata, nobildonna alla quale, durante il periodo normanno, il Conte Ruggero d’Altavilla donò il feudo. In paese si possono visitare la Chiesa Madre di San Nicolò di Bari (o di San Nicola), al cui interno in cui è possibile ammirare un Ciborio marmoreo, un magnifico organo del cinquecento, e vari dipinti; la Chiesa di Santa Maria, in cui è conservata una statua della scuola del Gagini raffigurante la Vergine con Bambino; la Chiesa di Santa Caterina, che conserva una splendida croce in legno del cinquecento, e il Convento dei Padri domenicani.

Dintorni

Monte di Cammarata.jpgRiserva Naturale del Monte Cammarata

Attraverso una strada panoramica fatta di tornanti, immersa in una splendida pineta, si sale fino alla Riserva del Monte Cammarata, ad un altitudine di 1578 metri. Una strada, a pochi chilometri dal paese, conduce in cima al monte da cui si può ammirare un panorama meraviglioso.

Santuario di Santa Rosalia

Proseguendo lungo la strada panoramica statale 118, si può prendere una deviazione che conduce al Santuario di Santa Rosalia, dove si trova la celebre grotta in cui visse la Santuzza, patrona della città di Palermo.

Campobello di Licata e Ravanusa (Provincia di Agrigento)

Campobello di Licata MunicipioDa Licata andando a nord verso l’interno si giunge a Campobello di Licata, oggi un importante centro agricolo per la coltura della vite. Ad alcuni chilometri di distanza, immersa in una magnifica campagna coltivata a vigneti, si trova Ravanusa, dove è possibile fare un'escursione per visitare la famosa Raccolta Curti-Vella, che consiste in una ricca collezione privata di caratteristiche ceramiche dipinte e di quadri di notevole pregio artistico. Inoltre è da visitare la Chiesa Madre con un bel portale in stile gaginesco nella facciata.

Dintorni

Monte Saraceno e Kakyrion

Sito archeologico di Monte SaracenoA circa due km da Ravanusa, sul vicino Monte Saraceno, si possono visitare i resti di un antica città siculo-greca, denominata Kakyrion, e di abitazioni dell’epoca preistorica.

Canicattì (Provincia di Agrigento)

Torre dell'Orologio - CanicattiDa Naro, proseguendo in direzione nord, o da Racalmuto, proseguendo ad est, in una zona rigogliosa, tra campagne coltivate a viti, ulivi e mandorli, nelle colline della Valle di Naro, si giunge a Canicattì. Il paese, dominato da un altura su cui sorge il Castello Bonanno, fu costruito sopra il letto di un antico torrente, ed oggi è famoso per la produzione di uva da tavola. La cittadina ebbe un periodo di grande sviluppo edilizio intorno al XVIII secolo, sotto la famiglia dei Bonanno, che fecero costruire numerosi palazzi ed opere pubbliche e favorirono l’insediamento di vari ordini religiosi in paese.

Da visitare:

Teatro - Canicattii ruderi del Castello Bonanno, raggiungibile tramite la via Sammarco, dove si trova una piazza con la famosa Torre dell’Orologio; la Chiesa di San Diego, con all’interno delle magnifiche decorazioni di stucchi in stile barocco; la Chiesa del Purgatorio, caratterizzata da una bella statua del Sacro Cuore; la Chiesa del Carmelo. Sono da visitare vari altri edifici collegati con gli ordini religiosi come: il convento e la chiesa dei domenicani e dei francescani; la Chiesa della Madonna della Rocca ed il convento, dell’ordine dei cappuccini; la Chiesa dello Spirito Santo (o Santo Spirito), in stile barocco, raggiungibile tramite la gradinata di Via Gozzi,Fontana del Nettuno di Canicattì.jpg e proprio qui, dal Belvedere, posto nel piazzale della chiesa, si possono ammirare dei magnifici tramonti e godere di una stupenda vista panoramica.

La Chiesa Madre dedicata a San Pancrazio, con la facciata settecentesca rifatta da Basile, conserva al suo interno varie opere di rilievo come la statua della Madonna delle Grazie, realizzata nel XVI secolo. Altri edifici sono la Fontana del Nettuno, posta sotto la base del campanile della Chiesa del Sacro Cuore, il Teatro Sociale e, a pochi km di distanza dalla cittadina, in località Casalotti, la bella Villa Ferriato, realizzata da Basile.

Casteltermini (Provincia di Agrigento)

Eremo di Santa Croce di CastelterminiAd una quarantina di km a nord di Agrigento, verso la Valle del Platani, in una conca, si giunge a Casteltermini. La cittadina venne fondata nel seicento e fu la sede del principato della famiglia nobiliare Termini. In paese si possono visitare varie chiese interessanti: in piazza Duomo si trovano la Chiesa Madre, realizzata nel XVII secolo, la Chiesa di Sant’Antonio da Padova e la Chiesa di S.S Cosma e Damiano. In fondo al corso Umberto I si trova la Chiesa di San Giuseppe, con una bella facciata in stile barocco, che conserva al suo interno delle tele del Bagnasco. Un'altra chiesa da visitare è la Chiese di Santo Spirito, interessante per gli elementi artistici che presenta.

Poco fuori dal centro del paese si trova l’Eremo di Santa Croce, che conserva una magnifica croce in legno molto antica risalente al periodo della dominazione dell’imperatore romano Decio. Nella quarta domenica di maggio in paese si svolge la festa del Tataratà (o della Santa Croce), festività a carattere religioso, tra le più folcloristiche in Sicilia.

Eraclea Minoa (Provincia di Agrigento)

Teatro greco Eraclea MinoaEraclea Minoa sorge lungo il litorale che da Agrigento porta a Sciacca, in una posizione davvero splendida presso Capo Bianco, incastonata tra i dirupi color bianco della costa, il mare azzurro intenso e la bellissima spiaggia circondata da una rigogliosa vegetazione. Accanto alle rovine di Eraclea Minoa si trova la foce del fiume Platani, protetta da una splendida Riserva Naturale, in cui si possono fare escursioni affascinanti e gite in pineta, con la possibilità di sostare nelle grandi e bellissime spiagge circostanti. Il luogo, quindi, unisce la bellezza naturalistica del sito all’interesse per le antichità presenti.

Eraclea Minoa, antico insediamento fondato in epoca micenea dai Megaresi di Selinunte, divenne, alla fine del VI secolo a.C., una colonia di Spartani e, in seguito, fu spesso sede di battaglie e subì varie dominazioni, tra cui quelle degli Agrigentini, dei Cartaginesi ed infine dei Romani.Capo Bianco Eraclea Minoa Da visitare i resti dell’antico Teatro, risalente al III secolo a.C., costituito da una cavea di dieci gradini scavata nella roccia con affaccio a sud in direzione del mare, da cui si può ammirare una vista spettacolare. Attorno al teatro sono visitabili i resti dell’antica città: il quartiere residenziale; le antiche fortificazioni, consistenti nella cinta muraria con gli antichi torrioni d’avvistamento; i resti delle antiche porte tramite che facevano da accesso alla città, ed alcune necropoli nei dintorni. Splendida la spiaggia di Capo Bianco, coronata da dune e pinete, raggiungibile dal promontorio di Eraclea Minoa in pochi minuti.

Favara(Provincia di Agrigento)

Portale del Castello di FavaraDa Agrigento, a circa 15 km in direzione est, si giunge al paese di Favara, situato alle pendici di una collina. Nell’ottocento era uno dei maggiori centri per l’estrazione dello zolfo; dopo la chiusura delle miniere, si trasformò in un paese a produzione prevalentemente agricola. La cittadina sorse intorno al Duecento, periodo in cui la famiglia Chiaramonte costruì il Castello. In seguito, tra il Settecento e l’Ottocento, vennero costruite numerose chiese e palazzi.

In piazza Cavour è possibile visitare il Castello, caratterizzato da un magnifico portale, decorato da rilievi, e da una suggestiva cappella in stile gotico sormontata da una cupola di forma emisferica di origine araba.

Chiesa Madre di FavaraSempre in piazza Cavour si possono ammirare la Chiesa del Purgatorio, risalente al Seicento, e la Chiesa del Rosario, risalente al Settecento, con all’interno delle bellissime decorazioni in stucco. Su piazza Garibaldi, lungo il corso Vittorio Emanuele, si affaccia la bella Chiesa del Carmine, caratterizzata da una lunga scalinata d’accesso, mentre, in piazza Vespri, si trova la Chiesa Madre.

Licata (Provincia di Agrigento)

Stradina di Licata Da Agrigento in direzione sud, o proseguendo, sempre in direzione sud ,da Palma di Montechiaro, si giunge a Licata. Questa cittadina è situata tra la foce del fiume Salso ed il colle Sant’Angelo, denominato la Montagna di Licata ed anticamente Ecnomos. La tradizione narra che in questa zona, nel III secolo a.C., il tiranno agrigentino Finzia fondò la città di Phintias, che accolse gli abitanti di Gela, arrivati in seguito alla distruzione della loro città.

Nel mare che lambisce il paese, Attilio Regolo sconfisse i Cartaginesi, facendo in modo che i Romani potessero essere vittoriosi sul mare africano. Fu in epoca romana che la cittadina divenne uno scalo portuale importante e un centro notevole per il commercio e l’esportazione del grano.Licata

Licata raggiunse una relativa prosperità sotto gli Arabi e nel 1234 sotto Federico II. Nel 1553 subì il saccheggio da parte dei Turchi. Nel 1943 vi sbarcarono le truppe americane, occupandola ed avanzando verso l’interno.


Cosa visitare

Casa popolare di LicataPalazzo del Municipio

La cittadina si stende lungo i due corsi principali: il corso Vittorio Emanuele ed il corso Roma. In Piazza del Progresso, nel centro del paese, sorge il bel Palazzo del Municipio, costruito in stile liberty su progetto realizzato da Ernesto Basile. Il Palazzo conserva ricche collezioni di scultura e pittura, tra cui una Madonna col Bambino ed un trittico del quattrocento.

Museo Civico

Vista di LicataIn piazza Linares sorge il Museo Civico, che conserva reperti di epoca preistorica, di età greco arcaica, di età ellenistica ed anche una raccolta di statue medievali.

Chiesa del Carmine

Chiesa del Carmine di Licata Attraverso via Roma, si giunge alla Chiesa del Carmine, il monumento architettonico più importante di Licata.

Edificata nel 1478, al suo interno si percepisce un senso di immensa spazialità grazie alla struttura ad unica navata. Conserva una raccolta di dieci magnifici medaglioni decorativi ed uno splendido chiostro, caratterizzato da un bel portale in stile gotico. Accanto alla chiesa sorge il convento.

Palazzo Serrovira e Palazzo Frangipane

Lungo corso Vittorio Emanuele si possono ammirare vari palazzi nobiliari tra cui il seicentesco Palazzo Serrovira ed il settecentesco Palazzo Frangipane, caratterizzato da una facciata ornata di rilievi.

Chiesa Madre Santa Maria la Nova di LicataChiesa di Santa Maria la Nova e Cappella del Crocifisso

Da Piazza del Progresso, proseguendo per corso Vittorio Emanuele, si giunge alla Chiesa Madre di Santa Maria la Nova, fondata nel cinquecento, dove si può ammirare la Cappella del Crocifisso, ricca di decorazioni lignee.

La cappella ospita un Crocifisso del XVI secolo, che secondo la leggenda i Turchi avrebbero cercato di bruciare nel 1533 senza riuscirci, ed una Natività fiamminga del XVII secolo.

Spiaggia di Licata

Proseguendo oltre la Cattedrale si giunge al porto. Lateralmente, ad est, si stende la spiaggia di Licata.

 

 

Dintorni

Castello Sant’Angelo

Castello Sant'Angelo di LicataMura del Castello Sant'Angelo di LicataCastello Sant'Angelo di Licata

Ad ovest della città si trova il colle Sant’Angelo, con in cima il Castello Sant’Angelo. Nelle vicinanze si trovano tracce di antichi insediamenti e, ad ovest del colle Sant’Angelo, sul monte Sole, fortificazioni di una città.

Castello di FalconaraCastello di Falconara

Ad est di Licata si trova il paesino di Falconara, famoso per il Castello, costruito nel quattrocento. Il Castello di Falconara sorge imponente su un promontorio che si affaccia sul mare, da cui si può ammirare un paesaggio incantevole. Il Castello è caratterizzato da un antico torrione adibito all’avvistamento dei pirati. A nord di Falconara si trovano altri resti di un antica città e di tombe preistoriche.

Campobello di Licata e Ravanusa

Campobello di Licata MunicipioDa Licata andando a nord verso l’interno si giunge a Campobello di Licata, oggi un importante centro agricolo per la coltura della vite. Ad alcuni chilometri di distanza, immersa in una magnifica campagna coltivata a vigneti, si trova Ravanusa, dove è possibile fare un escursione per visitare la famosa Raccolta Curti-Vella, che consiste in una ricca collezione privata di caratteristiche ceramiche dipinte e di quadri di notevole pregio artistico. Sito archeologico Monte Saraceno.jpgInoltre è da visitare la Chiesa Madre con un bel portale in stile gaginesco nella facciata.


Monte Saraceno

Ad circa due km da Ravanusa, sul vicino Monte Saraceno, si possono visitare i resti di un antica città siculo-greca, denominata Kakyrion, e di abitazioni dell’epoca preistorica.

Naro (Provincia di Agrigento)

Castello dei Chiaramonte - NaroDa Licata in direzione nord, o da Canicattì in direzione sud, si giunge al paese di Naro, uno dei più interessanti centri storici della provincia di Agrigento. Naro sorge in una posizione panoramica davvero suggestiva, sul declivio di un colle, che domina l’omonimo fiume e deve il suo nome al greco naron o all’arabo nahr che vuol dire fiume.

Di origine araba, visse un periodo di grande sviluppo edilizio sotto i Chiaramonte, fin dal 1200, periodo in cui vennero costruite alcune splendide chiese barocche e vennero edificate le mura ed il castello. Il paese è oggi un centro agricolo importante soprattutto per la produzione dell’uva Italia. La cittadina ha un aspetto urbanistico tipicamente barocco e rappresenta una delle mete turistico culturali più importanti della provincia di Agrigento. Nella zona più elevata del paese sorge il Castello medievale, costruito intorno al 1400 nel tipico stile gotico, detto anche Chiaramontano. Da visitare i resti della vecchia Cattedrale (o Duomo vecchio), la cui edificazione risale all’età normanna, e i resti della cinta muraria del XIII secolo, oggi incorporati in ulteriori costruzioni. Da visitare nella zona della principale via Dante sono: la Chiesa del San Salvatore, con un bel portale in stile barocco; il Palazzo Gaetani, sempre in stile barocco; la Chiesa Madre del 1600, che conserva al suo interno delle magnifiche sculture della scuola del Gagini; il Palazzo Destro, risalente al Seicento; la grandiosa e monumentale Chiesa di Sant’Agostino e la Chiesa di San Nicolò.

Da visitare nella zona che va da corso Vittorio Emanuele fino a piazza Garibaldi ci sono: la Chiesa di San Francesco, con una bella facciata in stile barocco; il Palazzo Giacchetto, risalente al 1400; il Palazzo Morillo; la Chiesa di Santa Caterina, in stile chiaramontano, risalente al 1300. Nelle vicinanze, in contrada Canal Baglio (o Canale), vi è la Grotta delle Meraviglie, un'antica necropoli cristiana.

Palma di Montechiaro (Provincia di Agrigento)

Castello dei Chiaramonte Palma di MontechiaroDa Agrigento, in direzione sud lungo la costa, si giunge al paese di Palma di Montechiaro. Il fondatore fu il principe Carlo Tomasi di Lampedusa, che avviò i piani per la costruzione della cittadina intorno al 1600. Discendente della famiglia nobiliare fu Giuseppe Tomasi di Lampedusa, scrittore del celebre romanzo Il Gattopardo, del 1958. Il nome di Montechiaro proviene dal vicino castello, con vista sul mare, un tempo baluardo dell’isola contro le invasioni piratesche, mentre Palma deve il suo nome all’albero che ornava lo stemma della famiglia De Caro, imparentata alla famiglia nobiliare dei Tomasi. Il paese è urbanisticamente strutturato su due punti cardine: piazza Provenzani, in cui si trova la Chiesa del SS.Rosario e il Monastero dei benedettini, dove si possono assaporare i dolci preparati dalle monache di clausura; piazza Santa Rosalia, alla quale si giunge tramite una lunga scalinata monumentale, che ospita la Chiesa Madre, risalente alla fine del Settecento, caratterizzata da una facciata imponente chiusa da due campanili gemelli, e al cui interno si possono ammirare vari dipinti del pittore locale Domenico Provenzali. Passeggiando per il paese si scorgono vari palazzi barocchi di notevole interesse.

Dintorni

La Grotta della Zubbia e Marina di Palma

Nei dintorni di Palma di Montechiaro si può visitare la Grotta della Zubbia, dove sono stati ritrovati vari oggetti risalenti all’età neolitica e all’età del rame. Sul mare si trova il delizioso paesino di Marina di Palma.

Castello di Montechiaro

Ad una decina di chilometri dal paese di Palma di Montechiaro si possono visitare i ruderi del Castello di Montechiaro, fondato dalla famiglia nobile dei Chiaramonte, situato in una posizione panoramica, a picco sul mare, da cui si può ammirare un paesaggio stupendo.

Racalmuto (Provincia di Agrigento)

Teatro Regina Margherita di Racalmuto.jpg A pochi km a nord di Canicattì, o da Aragona proseguendo in direzione est, si giunge a Racalmuto, paese natale dello scrittore siciliano Leonardo Sciascia.

Il nome del paese deriva dall’arabo Rahalmut. Sviluppato attorno al Castello, fondato da Federico Chiaramonte tra il XIII e il XIV secolo, il paese mostra un assetto urbanistico medievale, ma conserva anche resti urbanistici del periodo arabo. All’interno del castello è conservato un antico sarcofago di epoca romana. Racalmuto, nei secoli, era famosa per lo sfruttamento delle notevoli risorse minerarie di zolfo e salgemma. In seguito, la chiusura delle miniere portò ad un progressivo declino economico della cittadina, spingendo la popolazione del luogo ad emigrare. Oggi il paese è un centro agricolo celebre per la coltura della vite e per la produzione di uva da tavola.

Da visitare:

Chiesa Madre di Racalmuto.jpgpartendo dal centro del paese, in piazza Umberto I, si trova la Chiesa Madre dell’Annunziata, del XVII secolo, che conserva all’interno una ricca decorazione di stucchi in stile barocco; la Chiesa di San Giuseppe ed i resti del Castello di Chiaramonte.

Santuario Santa Maria del Monte - RacalmutoSalendo per una scalinata si giunge alla Piazza del Municipio, dove si trova il Palazzo del Municipio, costruito nei locali dell’ex Convento di Santa Chiara, oggi sede della fondazione dedicata allo scrittore Leonardo Sciascia, e il Teatro Regina Margherita, fondato nel 1879. Proseguendo la salita della scalinata si giunge al Santuario di Santa Maria del Monte,Abbeveratoio Piazza Fontana di Racalmuto.jpg al cui interno è conservata una statua della Vergine, risalente al 1503. Sono visitabili altre chiese come la Chiesa dei Carmelitani, che conserva all’interno notevoli opere del pittore locale Pietro D’Asaro, detto il Monocolo; la Chiesa dell’Itria e la Chiesa di San Giuliano.

Altro da visitare:

 il caratteristico abbeveratoio di Piazza Fontana e l’area del complesso monastico a Piazza San Francesco.

Raffadali (Provincia di Agrigento)

Chiesa Madre di RaffadaliProseguendo da Aragona, in direzione ovest, si giunge a Raffadali, cittadina di origine araba, come attesta il nome proveniente dall’arabo Rahal-Afdal. Questo centro venne ripopolato e sviluppato nel 1523 grazie a Pietro Montaperto. Davvero interessante un sarcofago romano, sito nella Chiesa Madre, con una raffigurazione del Ratto di Proserpina.

Ribera (Provincia di Agrigento)

Castello Luna RiberaRibera è un grazioso paesino che sorge a metà strada tra Sciacca ed Agrigento, a pochi km dalla costa, in una zona celebre per la produzione agricola, in particolare delle fragole e delle arance. La cittadina fu fondata da Luigi Moncada, principe di Paternò, nel 1633. Il nome del paese deriva dalla moglie del principe, Maria Afàn de Ribera. Il paesino si estende lungo un ripiano, costituito da ampie vie, da cui si possono ammirare stupendi panorami sul mare. Vi si trova la casa natale di Francesco Crispi e vengono spesso organizzate Sagre dedicate alle gustose arance di Ribera. Nelle vicinanze di Ribera sono visitabili i resti di una necropoli bizantina ed i ruderi del mastodontico Castello di Poggio Diana, eretto su un colle che domina le gole del fiume Verdura, immerso tra i boschi in una posizione davvero affascinante. In origine il Castello di Poggio Diana era la sede di un casale arabo chiamato Misilcassim, in seguito, nel cinquecento, divenne una dimora in stile Arance di Riberatipicamente rinascimentale.

Del Castello si possono visitare la torre cilindrica, i resti della cinta muraria e una piccola torre merlata. Un'altra visita, effettuabile nelle vicinanze, è quella dei ruderi del Castello dei Luna. A pochi km da Ribera si può raggiungere la bella spiaggia di Seccagrande, rinomata località balneare della zona.

Sant’Angelo Muxaro (Provincia di Agrigento)

Sant'Angelo MuxaroA circa trenta chilometri da Agrigento, in direzione nord, si giunge al paesino di Sant’Angelo Muxaro. Si sostiene che anticamente in questa zona sorgesse la città di Camicos, fatta edificare da Dedalo, regia del re sicano Kokalos.

Il paese sorge su un colle che domina il fiume Platani. Necropoli Sant'Angelo MuxaroIn paese si possono visitare la Chiesa Madre, costruita a tre navate nel Settecento, che conserva al suo interno preziose tele, e la Chiesa del Carmelo.

Grotta Sant'AngeloLungo i versanti della collina si possono visitare i Tholos, antiche tombe insediate in grotte artificiali, risalenti al VII secolo a.C., appartenenti ad un antica necropoli. Interessanti la Grotta dell’Acqua e la Riserva naturale Grotta Ciavuli (o Grotta di Sant’Angelo). Celebre la suggestiva necropoli delle Grotticelle, situata in un area denominata Bosco Concerie Castello.

Santo Stefano Quisquina (Provincia di Agrigento)Santo Stefano Quisquina.jpg

Da Cammarata, proseguendo per pochi km in direzione ovest, si giunge a Santo Stefano Quisquina.

 Appartenuto alla famiglia nobiliare dei Chiaramonte, questo centro sorge tra i due fiumi Megazzolo e Platani.Santuario Santa Rosalia Santo Stefano Quisquina.jpg In paese si possono visitare la Chiesa Madre (o Chiesa di San Nicolò); la Chiesa del Purgatorio con il collegio di Maria, realizzati nel settecento; Monte San Calogero Santo Stefano Quisquina.jpgil Palazzo Baronale, realizzato nel seicento e, in piazza Castello, la magnifica fontana, opera del Settecento.

A pochi chilometri dal paese, tramite una piccola strada immersa nel bosco, si giunge in cima al Monte San Calogero, dove si trova l’omonima Chiesa di San Calogero e l’Eremo di Santa Rosalia. Il luogo è davvero suggestivo per la posizione isolata e per la bellezza della natura.

Sciacca (Provincia di Agrigento)

Piazza centro di Sciacca A nord di Agrigento, lungo la costa in direzione Menfi, sorge il paese di Sciacca. La cittadina è distesa pittorescamente sul declivio di un terrazzo sul mare ed appare immediatamente agli occhi del visitatore, dominata dal monte San Calogero.

Sciacca, oltre che una famosa località balneare, è una stazione termale rinomata da secoli per le sue acque calde, clorurate, sodiche e sulfuree, e per le Stufe di vapore allocate in grotte naturali, che si aprono sul monte San Calogero.

Fondata dagli abitanti di Selinunte, verso la fine del VII secolo, conquistata in seguito dai Romani nel III secolo a.C., venne chiamata Thermae Selinuntinae. Sotto la dominazione araba assunse l’attuale denominazione di Sciacca, che deriva dall’arabo as saqah. Molte sono le testimonianze che ricordano l’antico centro arabo, come i quartieri di Terravecchia, Rabato e Giudecca Cadda. Si sviluppò e fu un fiorente centro agricolo, fin nel periodo normanno, durante il quale il conte Ruggero vi costruì delle mura ed un castello e vi stabilì un deposito per la conservazione del frumento.Chiesa di Sant'Agostino In seguito fu un feudo concesso alla figlia Giuditta dal conte Ruggero. Federico II d’Aragona, nel 1336, ingrandì e rafforzo la cinta muraria ed il castello.

La cittadella fu travagliata da varie lotte tra fazioni avverse, soprattutto da quelle che videro in campo avversari come le famiglie nobiliari dei Luna e dei Perollo. La guerra sanguinosa rimase ai posteri con il nome di Caso di Sciacca, dove la famiglia Luna ebbe la meglio sui Perollo. Durante il Cinquecento le famiglie nobiliari edificarono numerosi palazzotti ed in seguito, nel Seicento, vennero ristrutturate molte chiese e conventi in stile barocco. Sciacca conserva, inoltre, numerose costruzioni del periodo normanno.

 

Cosa visitare

Palazzo Steripinto

Palazzo Steripinto di Sciacca.jpgNotevole è lo Steripinto, un palazzo molto pittoresco, costruito nel 1500 in stile gotico-catalano, il cui nome forse significa Hosterium pictum, cioè palazzo dipinto, una delle più originali costruzioni della città. E’ ricoperto di bugne a punta di diamante con delle bifore ed ornato da una merlatura a coda di rondine. Vi si giunge dopo essere entrati in città dall’antico ingresso, denominato Porta di San Salvatore, proseguendo per via Gerardi.

Chiesa di Santa Margherita

Dalla Porta San Salvatore, proseguendo su via Incisa, è possibile visitare la Chiesa di Santa Margherita, costruita nel trecento ed in seguito ristrutturata nel XVI secolo. La chiesa che ha due bei portali: quello della splendida facciata è in stile gotico e viene attribuito a Domenico Gagini, l’altro è sul fianco ed è realizzato in stile gotico-rinascimentale. Ricco è l’interno, fastosamente addobbato con stucchi policromi, affreschi, rilievi e con la statua di Santa Margherita.

Chiesa del Carmine, il Palazzo Perollo e la Torre di Pardo

Dall’altro lato di via Incisa si trova la Chiesa del Carmine, con un'incompiuta facciata barocca ed un rosone del trecento. Nella stessa strada si eleva il Palazzo Perollo, edificato nel Quattrocento e la Torre di Pardo, sempre del Quattrocento.

Duomo

Percorrendo corso Vittorio Emanuele si giunge al centro della città, a piazza Scandaliato, che comunica con piazza Don Minzioni, dove sorge il Duomo. Il Duomo, dedicato a Santa Maria Maddalena, fu edificato dai Normanni nel Duecento, epoca a cui risalgono le tre absidi, ed in seguito ricostruito nel Settecento. Splendide le sculture cinquecentesche che ornano i fianchi, opera della scuola del Gagini, mentre all’interno è conservata una statua della Madonna della Catena. Nella zona del Duomo interessanti sono: la Chiesa del Collegio ed il Palazzo Inveges.

Villa comunale, Convento di San Francesco e Teatro comunale

Corso Vittorio Emanuele si snoda fino a piazza Severino Friscia, lungo la quale si apre il giardino comunale, Belvedere da cui si può ammirare un panorama stupendo. Nelle vicinanze della villa si possono visitare il Convento di San Francesco ed il Teatro comunale.

Terme Selinuntine

terme di Sciacca Da piazza Severino Fruscia, proseguendo su via Figuli e imboccando via Agatocle, si giunge alle Terme Selinuntine, dove si trovano vari stabilimenti di acque termali e fanghi per la cura di varie patologie.

Chiesa di Santa Maria Valverde

Da piazza Severino Fruscia , proseguendo sul viale della Vittoria, a nord della città, si trova la Chiesa di Santa Maria Valverde, risalente ad epoca normanna, che ha una facciata merlata ed è fiancheggiata da due torrioni.


Chiesa di San Nicolò e Chiesa di San Michele

Chiesa di Sant'MicheleNella zona più alta del paese, nel quartiere di Terravecchia, si possono visitare la Chiesa di San Nicolò, costruita in epoca romana, situata vicino Porta San Calogero, e la Chiesa di San Michele risalente al Seicento, caratterizzata da un imponente campanile, situata vicino al castello dei Luna.

Castello dei LunaCastello dei Luna

Sempre nel quartiere di Terravecchia, in via Porta San Calogero, si possono visitare le rovine del Castello dei Luna, costruito durante il periodo aragonese, del quale rimangono la cinta muraria ed una torre.

Dintorni

Monte San Calogero e Stufe di San Calogero

Da Sciacca, percorrendo circa cinque chilometri, si può fare un interessante escursione sulla vetta del monte San Calogero, da cui si può ammirare un paesaggio davvero magnifico che spazia dalla costa di Capo Bianco all’altura di Caltabellotta, fino a Pantelleria. Sulla sommità del monte sorge il Santuario di San Calogero, meta di pellegrinaggio, Castello Incantatoin cui è conservata una statua del Santo, opera di Giacomo Gagini. Lo stabilimento termale di San Calogero, sorge presso le Stufe di San Calogero, grotte naturali da cui fuoriescono vapori curativi, usate anticamente come sudatori.

Castello Incantato

A circa due chilometri di distanza dal centro di Sciacca, in un uliveto, si trova il cosiddetto Castello Incantato, opera dell’artista Bentivenga, consistente in centinaia di volti scolpiti sulle rocce e sugli alberi che creano un atmosfera davvero unica e suggestiva.

Siculiana (Provincia di Agrigento)

Spiaggia di Giallonardo - SiculianaDa Agrigento, andando in direzione di Sciacca, si giunge a Siculiana, grossa cittadina posta alle foci del fiume delle Canne, costruita su un'altura dove campeggiano due colli. Fu fondata dalla famiglia Chiaramonte, nel XIV secolo, e fu utilizzata come deposito per il grano.

 La cittadina fu edificata sopra ad un originaria fortezza araba, distrutta dai Normanni nell’XI secolo. Castello di SiculianaLa struttura del paese conserva ancora le caratteristiche tipiche dell’urbanistica di epoca araba, come testimoniato dalla struttura dei cortili e dei vicoli.

In piazza Umberto I si affaccia la Chiesa Madre di San Leonardo Abate, costruita in stile barocco, raggiungibile tramite una scalinata. Su uno dei due colli si trova il Castello. Durante le festività natalizie, in paese, si mette in scena il celebre presepe vivente, dove gli attori protagonisti sono gli abitanti di Siculiana. Splendida la vicina spiaggia di Giallonardo.